Il Made in Italy ittico alla conquista dell'Asia



Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la prima partecipazione ufficiale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) al Seafood Expo Asia, il più importante appuntamento fieristico B2B per il settore ittico nella regione Asia-Pacifico (APAC). L'iniziativa, sviluppata all'interno del Programma Nazionale FEAMPA 2021-2027, ha visto dieci aziende d'eccellenza provenienti da sette regioni italiane presentarsi insieme a Singapore per valorizzare i prodotti ittici d'alta gamma e incrementare la penetrazione commerciale in Oriente.
Il posizionamento sul mercato asiatico rappresenta una sfida commerciale di primo piano per l'economia italiana, guidata da forti contrasti tra il prestigio della produzione e l'attuale quota di mercato. L'Asia traina la domanda globale assorbendo il 72% del consumo mondiale di pesce. In questo scenario, la città-stato di Singapore importa il 90% del proprio fabbisogno alimentare, configurandosi come l'hub logistico e la porta d'accesso ideale verso il mercato ASEAN, un bacino che conta oltre 680 milioni di consumatori. Al momento, l'export ittico italiano in quest'area rappresenta solo una quota marginale, compresa tra l'1,5% e il 3% del totale nazionale, lasciando quindi ampi margini di crescita.

(descrizione) (descrizione) Il palcoscenico di Singapore ha acceso i riflettori su un primato industriale italiano spesso poco noto al grande pubblico, ovvero la storionicoltura e la produzione di caviale. L'Italia è infatti il primo produttore di caviale in Europa, con il 31% del volume continentale, e il secondo al mondo dopo la Cina. La produzione nazionale si attesta su circa 67 tonnellate all'anno, generando un valore di esportazione vicino ai 22 milioni di dollari. A rappresentare questo comparto d'élite c'erano due realtà simbolo. Da un lato Agroittica Lombarda con il marchio Calvisius, situata a Calvisano, che ospita il più grande allevamento di storioni in Europa su oltre 150 acri e si distingue per un modello di economia circolare che impiega l'energia termica residua dell'industria siderurgica per riscaldare l'acqua dei bacini. Dall'altro la veneta Caviar Giaveri, basata su una filiera totalmente integrata "farm to table", che gestisce l'intero ciclo biologico dello storione fino alla tradizionale salatura Malossol. Queste produzioni trovano il loro sbocco naturale nel canale HoReCa e nell'hôtellerie di lusso asiatica, dove i prodotti premium riescono a spuntare prezzi medi superiori anche del 35% rispetto ai canali distributivi classici europei. Durante l'evento sono state inoltre illustrate le modalità di degustazione ideali per preservare la qualità organolettica del prodotto, come l'assaggio in purezza sul dorso della mano o con l'ausilio di cucchiaini in madreperla. Nel corso della sessione pomeridiana denominata "Il Futuro è Blu", incentrata sullo sviluppo della filiera, i rappresentanti nazionali di Coldiretti Pesca, Daniela Borriello e Alessandro Cirimbilla, hanno tracciato le linee guida per il futuro della molluschicoltura e dell'acquacoltura italiana. La strategia punta a scardinare i vecchi pregiudizi sul pesce da allevamento, promuovendo un modello basato su elevati standard di sicurezza alimentare, tracciabilità totale, innovazione tecnologica applicata alla tutela degli ecosistemi e valorizzazione di segmenti emergenti di alta qualità, come le ostriche tricolori e le produzioni certificate biologiche. La missione si è avvalsa del supporto sinergico dell'Ambasciata d'Italia a Singapore, di ICE, SACE e della Camera di Commercio, consentendo alle imprese italiane di stringere contatti commerciali strategici con distributori e importatori di mercati chiave come Singapore, Vietnam, Malesia, Giappone e Corea del Sud. Graziella Romito, Direttrice Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del MASAF, ha commentato che i risultati commerciali e le relazioni istituzionali costruite nei tre giorni di fiera confermano come questa prima missione sia stata una scelta strategica. In un’area che concentra una quota crescente della domanda mondiale, l’Italia ha dimostrato di poter competere nei segmenti premium grazie a prodotti ittici di altissima gamma, riconoscibili per qualità, origine, tracciabilità e sostenibilità. La Direttrice ha concluso sottolineando che si riparte con risultati concreti e con la consapevolezza che Singapore rappresenta una piattaforma strategica per consolidare la presenza del Made in Italy ittico in Asia, indicando che questo mercato va presidiato con continuità.