La sinergia tra le grandi realtà cooperative ha generato un impatto positivo sulla logistica agroalimentare, riducendo il numero di mezzi pesanti in circolazione e migliorando l'efficienza complessiva delle spedizioni. I risultati di questa strategia, focalizzata sull'integrazione tra la produzione e la distribuzione, sono stati presentati a Bologna durante un incontro organizzato da Legacoop Emilia-Romagna.
I risparmi operativi ottenuti sono stati destinati sia alla valorizzazione del lavoro dei produttori sia alla riduzione del prezzo finale per i consumatori.
L'appuntamento si è chiuso con un dibattito sul futuro del comparto che ha visto confrontarsi i vertici nazionali dell'associazione cooperativa e la presidenza della Regione Emilia-Romagna.
Il progetto riporta dati positivi raccolti durante un test pilota condotto nella stagione invernale tra il 2025 e il 2026 all'interno del mercato ortofrutticolo. La sperimentazione ha coperto la quasi totalità dei flussi commerciali invernali gestiti sull'asse tra Coop Alleanza 3.0 e Apofruit, confermando come un coordinamento strutturato permetta una redistribuzione del valore più bilanciata. Dal punto di vista numerico, si è registrato un abbattimento del 34% sia delle richieste di fornitura sia dei viaggi effettuati dai camion. Al contempo, l'efficienza dei carichi è aumentata, evidenziando una crescita del 9% nel riempimento delle pedane e un incremento di mezzo pallet per ogni veicolo, riducendo così di un'intera giornata i tempi di consegna delle merci. Questi miglioramenti organizzativi hanno supportato un aumento del 10% dei volumi complessivi ordinati.
Lo schema operativo si basa su un'intesa concreta e priva di attriti commerciali tra i diversi attori della catena agroalimentare. Il progetto ha unito il comparto dei grandi distributori cooperativi a numerose importanti sigle della produzione e della trasformazione ortofrutticola, contando sulla supervisione di una società di consulenza strategica e sull'appoggio finanziario dei fondi di categoria. L'accordo non ha interessato unicamente la gestione dei trasporti, ma ha stimolato l'introduzione di nuovi prodotti agricoli sul mercato italiano. L'iniziativa ha infatti già permesso il debutto commerciale della mela Regal You e dell'avocado di produzione nazionale. Nei mesi successivi prenderà il via la distribuzione di inedite varietà di pomodori tracciati, mentre per la stagione autunnale sono previste le prime prove di vendita dedicate alla varietà baby di insalata romana.
Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna ha commentato: "Il contesto in cui operiamo è segnato da mercati instabili, rincari energetici e dall'impatto drammatico del cambiamento climatico. In questo scenario, la cooperazione è chiamata ad assumersi una responsabilità chiara: andare oltre la sola capacità di tenuta e delineare nuove prospettive. Con questo progetto passiamo dall'analisi della logistica alla costruzione di una filiera integrata, dove produzione, logistica, trasformazione e distribuzione ragionano come un'unica azienda. Le cooperative sono presenti lungo tutta la filiera e il principio del cooperare tra cooperative ha agevolato la gestione come se fosse un'unica azienda. Per la cooperazione, la convenienza non può essere disgiunta dalla qualità del lavoro e dalla salvaguardia dei territori: i risultati di oggi sull'ortofrutta tracciano una rotta che dovrà estendersi progressivamente a tutte le nostre eccellenze agroalimentari".
Simone Gamberini, presidente di Legacoop Nazionale: "Per il sistema Legacoop, il supporto all'innovazione nell'agroalimentare è una priorità strategica, ancor più quando unisce le cooperative di produzione, trasformazione, logistica, distribuzione nella GDO e ristorazione, coprendo l'intera catena del valore. Stimolare queste sinergie significa non solo distribuire meglio il valore aggiunto lungo la filiera e rafforzarne tutti gli attori, ma anche generare una maggiore sostenibilità e un concreto vantaggio economico per soci e consumatori. Sulla filiera dell'agroalimentare, asse portante dell'economia emiliano-romagnola, siamo ormai passati dalla fase di sperimentazione alla costruzione di un modello solido, con l'auspicio che diventi replicabile anche in altri comparti".
Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroitticoalimentare: "I ragionamenti, le tesi ed i risultati sperimentali di questi anni di lavoro dimostrano che la visione cooperativa di filiera ha nel suo intimo delle possibilità di trasferire vantaggi a tutti gli anelli coinvolti. Ci sono gli ulteriori ambiti di sviluppo che ci daranno ulteriori soddisfazioni".
Maura Latini, presidente Coop Italia: "Ciò che è emerso oggi e che è frutto di un impegno a monte dimostra che si può generare efficienza e limitare le frammentazioni e distorsioni tuttora esistenti nel modello di filiera ortofrutticola. Lo si può fare se si lavora in modo coordinato mettendo al centro il consumatore finale che nel caso nostro di sistema cooperativo spesso coincide con il socio. Un consumatore e un socio che sempre più necessitano di risposte chiare che non comportino aggravi economici. Il progetto va nella direzione giusta e ci auguriamo di aver contribuito a mettere a fattor comune un modo di agire che possa diventare al più presto prassi corrente".