Le ondate di calore estive mettono a dura prova la logistica alimentare a temperatura controllata, un settore oggi esposto alla crisi climatica tanto quanto l'agricoltura.
In Italia la rete dei trasporti ATP garantisce i rifornimenti della grande distribuzione, ma deve fare i conti con un parco veicoli invecchiato, dato che secondo l'OITAF rimorchi e semirimorchi refrigerati hanno un'età media di 16,4 anni. L'usura di guarnizioni e isolamenti riduce l'efficienza termica, costringendo i motori frigoriferi a sforzi maggiori proprio quando il termometro esterno supera i 35 °C. Le prospettive future delineate dall'UNECE stimano che entro il 2050 alcune aree europee registreranno fino a 200 giorni all'anno sopra i 25 °C.
 (1).jpg)
Nonostante il meteo estremo, la filiera della GDO non può flessibilizzare i propri flussi, poiché i punti vendita impongono finestre temporali d'arrivo tassative per coordinare banchine, personale e scaffali, impedendo di posticipare i viaggi nelle ore più fresche.
Per evitare interruzioni della catena del freddo, aziende come la bergamasca GI.MA.TRANS puntano su digitalizzazione e prevenzione attraverso sensori che tracciano la temperatura interna ogni 15 minuti. Diventa così fondamentale l'utilizzo di mezzi certificati in classe FRC capaci di scendere fino a -28 °C, dotati di carrozzerie bianche per respingere i raggi solari e pannelli in poliuretano. A queste tecnologie si affianca una manutenzione predittiva costante con lavaggi frequenti di radiatori e condensatori, ricariche del gas e tagliandi ravviverati per azzerare il rischio di guasti meccanici.