Surgelati: il futuro del freddo parla di innovazione



Il settore dei surgelati si conferma uno dei pilastri più dinamici dell’industria alimentare italiana. Non si tratta più solo di una soluzione legata alla praticità dell'ultimo minuto, ma di una scelta consapevole basata su qualità organolettica, sicurezza alimentare e un forte impegno verso la sostenibilità ambientale.
Durante il recente seminario tenutosi a Parma nella sede della SSICA (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari), esperti e ricercatori hanno tracciato la rotta per il futuro del freddo, evidenziando come la tecnologia sia l'alleato principale per combattere lo spreco.
I numeri presentati dall'IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati) parlano chiaro: gli italiani amano il sottozero. Dopo aver sfondato il muro del milione di tonnellate complessive nel 2024, i primi dati del 2025 confermano una crescita ulteriore del +1,1% nel solo canale retail.
Nelle case degli italiani sono entrate oltre 642.000 tonnellate di prodotti surgelati. Come sottolineato da Giorgio Donegani (Presidente IIAS), il consumatore ha finalmente superato i vecchi pregiudizi, riconoscendo nel surgelato un prodotto che, in 4 casi su 5, garantisce un risparmio economico rispetto al fresco senza sacrificare i nutrienti. Dalle pizze ai piatti pronti, passando per vegetali e ittico, la trasparenza delle etichette e la costanza della qualità durante tutto l'anno sono i fattori che determinano il successo di questo segmento.
Al centro del dibattito tecnico a Parma è emersa l'importanza della surgelazione criogenica. Grazie alla collaborazione con Linde Gas Italia, è stata illustrata l’efficacia dell’azoto liquido a -196°C. Questa tecnologia consente di superare i limiti del congelamento tradizionale: formazione di micro-cristalli: Il freddo estremo agisce così velocemente da impedire la rottura delle fibre cellulari, preservando intatti consistenza e sapore; sistema IQF (Individual Quick Freezing): Questa tecnica rivoluzionaria consente di surgelare ogni singolo pezzo (come un pisello o un gamberetto) separatamente.

In vista della Giornata Internazionale Rifiuti Zero (30 marzo), la SSICA ha voluto porre l'accento sul ruolo etico del freddo. Secondo l’Osservatorio Waste Watcher, il cibo surgelato rappresenta solo il 2,2% dei rifiuti alimentari domestici.
La possibilità di porzionare esattamente ciò che serve e la lunghissima shelf-life permettono alle famiglie di pianificare meglio gli acquisti, riducendo drasticamente la quantità di cibo che finisce nella spazzatura. Davide Calderone, alla guida della Fondazione SSICA, ha ribadito che l’avanzamento tecnologico non serve solo a migliorare il gusto, ma è la chiave di volta per un sistema alimentare più salubre e rispettoso delle risorse del pianeta.