Granchio blu, da minaccia a risorsa economica



In occasione del Seafood Expo Global 2026 di Barcellona, l'Italia ha delineato il nuovo corso della gestione del granchio blu, segnando il passaggio definitivo da una fase di contrasto emergenziale a una di convivenza produttiva e tecnologica. Il piano strategico, illustrato dal MASAF, poggia su basi scientifiche e operative consolidate dal lavoro del Commissario Straordinario Enrico Caterino, con l'obiettivo di tutelare le eccellenze ittiche delle lagune, come la vongola verace, attraverso un modello che unisce difesa ambientale e valorizzazione economica.
Grazie alla collaborazione con ISPRA e il Ministero dell'Ambiente, sono in fase di sperimentazione soluzioni innovative come dissuasori a ultrasuoni e barriere elettriche a basso voltaggio, progettate per allontanare i predatori senza alterare l'ecosistema locale. Queste misure sono affiancate da barriere fisiche rinforzate e da una pesca selettiva intensiva, condotta con attrezzature specifiche che riducono le catture accidentali di altre specie, permettendo al contempo un monitoraggio costante degli spostamenti della popolazione invasiva.
Parallelamente alla difesa, il piano punta sulla resilienza del settore attraverso la diversificazione produttiva e l'incentivazione dell'acquacoltura di specie più resistenti, come l'ostrica concava.
La vera svolta è però rappresentata dalla nascita di una vera e propria filiera dell'edibile. I numeri confermano il successo di questa intuizione: delle oltre 3.700 tonnellate pescate nel 2025, quasi 1.500 sono state immesse sul mercato, triplicando i volumi dell'anno precedente. Questo risultato è stato reso possibile dall'apertura di canali di export strategici verso gli Stati Uniti e l'Asia, oltre ad accordi con l'industria conserviera nazionale per la produzione di polpa e semilavorati destinati alla ristorazione.
L'intero "Sistema Italia" si è presentato all'appuntamento catalano con una delegazione imponente, composta da 93 imprese e 7 Regioni, sostenuta dai fondi europei FEAMPA. Una partecipazione che dimostra come la gestione delle sfide ecologiche sia diventata un pilastro della competitività della Blue Economy italiana, un comparto che genera oltre 11 miliardi di euro di valore aggiunto. Trasformando una minaccia biologica in un'opportunità commerciale, l'Italia propone un modello di sostenibilità capace di garantire reddito a migliaia di pescatori e futuro a un intero settore.